D’Aversa, da quando è arrivato sulla panchina del Torino, non ha mai cambiato la difesa titolare: tutto ciò ha funzionato
Roberto D’Aversa ha portato energia positiva all’interno di un gruppo sconsolato e deludente che stava per andare in Serie B. Da quando è arrivato sulla panchina del Torino in 5 partite sono arrivate 3 vittorie e 2 sconfitte. Vittorie in Torino-Lazio 2-0, Torino-Parma 4-1 e Pisa-Torino 0-1. Sconfitte in Napoli-Torino 2-1 e Milan-Torino 3-2. I granata se la sono sempre giocata, a mente libera e serena, anche quando hanno perso. Questo ha fatto la differenza. In difesa ha fatto il lavoro migliore. Una squadra che aveva la peggiore difesa della Serie A e che adesso funziona meglio. Non ha mai cambiato la difesa titolare e questo ha portato a dei buoni risultati, ultimo il clean sheet contro il Pisa di Hiljemark. Insistere sul blocco ha funzionato. Torino che ha subito 53 gol in 31 partite. Peggio ha fatto solo il Pisa con 55 (54 prima del gol di Adams). Verona a 53 ed è penultimo, con gli stessi punti del Pisa. Questo la dice lunga su quello che stava succedendo prima dell’arrivo in granata di D’Aversa. Solo contro il Milan si è per un attimo perso la rotta, in termini di errori che hanno portato ai due gol ravvicinati nella ripresa. Per il resto la difesa è più solida e lo conferma il rendimento della squadra.
I protagonisti
Al centro gioca Ardian Ismajli. Si tratta dell’unico acquisto buono fatto da Vagnati in estate ed è arrivato a parametro zero dall’Empoli. Nella scorsa stagione è retrocesso all’Empoli proprio con D’Aversa in panchina ma aveva fatto molto bene. Ora si sono ritrovati e lui è il titolare al centro: non si tocca. Ha anche vinto il premio di MVP alla Cetilar Arena. A destra Saul Coco. Le sue prestazioni, anche se sempre condizionate da qualche errore, stanno migliorando. E infine la sorpresa a sinistra: Enzo Ebosse. Al Verona ultimo in classifica non giocava mai e arriva da due brutti infortuni. Eppure è l’unico difensore mancino presente in rosa e adesso è in forma e sta performando.
Gli esclusi
Così come ci sono dei protagonisti, ci sono degli esclusi. Ovviamente sono Guillermo Maripan e Luca Marianucci. Il primo ha esperienza da vendere, ma non ha fatto un minuto con D’Aversa. L’opzione di rinnovo per un altro anno al momento non è stata esercitata e va verso l’addio. A fine stagione molto probabilmente non sarà più un giocatore del Torino. Baroni qualche volta lo aveva messo in panchina, ma poi si era sempre ritagliato il suo spazio. Ora proprio niente. Marianucci invece è arrivato in prestito dal Napoli per giocare e aiutare il Toro a salvarsi. D’Aversa tra l’altro lo aveva fatto sbocciare all’Empoli. Ma qui la situazione è diversa e non vede il campo.

Ebosse era stato messo già da Baroni ma si perse due partite è quindi Baroni non capiva un caxxo. Il Toro è sempre uguale, solo è cambiato il wate.r
Il gran merito è di Coco.
Peccato fossero arrivati prima lui ed Ebosse sarebbero sicuramente in zona Champions.